lunedì 17 gennaio 2011

La rivoluzione cinese degli android

Qualcosa di magico, come dice l'uomo dalla lupetto nera e dai jeans.
Ormai la magia è solo negli occhi di chi spera di vedere un prodotto umano a un prezzo umano e non un prodotto fantastico a un prezzo da mutuo trentennale.
Un pensiero che nella tecnologia e nei prodotti di consumo permane sempre o quasi.
Non si parla mai di prodotti di fascia bassa se non quando cercano di cambiare la demografia del panorama. Prodotti che portano a tutti la potenza della novità e del vero presente senza enormi compromessi.
La cina, e come lei altre nazioni rivelano sempre un lato di questo aspetto come un'eccezione alla regola. Basti pensare alle pratiche di lavoro e vita per far rendere conto che sembrano società fuori dalla democrazia, parola a noi ignota ogni tanto.
Tanti paroloni per esprimere lo stupore che ha portato usare huawei ideos. Parlo infatti di un prodotto low cost che questo dicembre vodafone ha pubblicizzato in maniera massiva in televisione e nei loro punti vendita. Un prodotto che sembrava fallimentare come i precedenti della loro linea 360 fatti in collaborazione con samsung. I prodotti di marca degli operatori quindi secondo questo primo pensiero sembrano sempre delle cose di bassa lega e inutili.
La huawei non è fra i big della produzione se non per la capacità di aver assimilato la lezione del mercato. All'ultima fiera appena conclusa ha portato dei prodotti simili per caratteri a grandi come motorola. Ora in italia commercia un cellulare a 99 euro con android.
Cosa vuol dire questo?
Un prodotto più valido del corby e potente come un galaxy mini ma al prezzo di un cellulare umano.
Un prodotto umano a un prezzo basso o quasi nella storia della telefonia è stato il 3310 di nokia che per diffusione rimane il migliore e secondo a lui il v3 di motorola che ha introdotto materiali nobili e usabilità al business. Un cellulare come ideos quindi porta novità al basso come il sistema operativo per cellulari più in voga, aperto, sviluppato e aggiornato di tutti i tempi. L'hardware che ha permette di fare tutto quello che iphone fa e che galaxy s fa ad esclusione di parti complesse come il 3d, cosa che per l'utenza starter non importa. Il software porta tutto quello che prima con un cellulare si era in grado di fare e in più altre a piacimento, attingendo da una fonte inesauribile come il marketplace.
Se tutto questo venisse compreso ai più si risparmierebbero più soldi e ci sarebbero meno finanziamenti e mutui per iphone facendo comprendere il giusto prezzo della tecnologia che ognuno dovrebbe vedere.

Riflessione del CES 2010 e 2011

Terminato lo show dei prodotti elettronici di consumo a las vegas vedo molta chiarezza per i prossimi mesi a differenza di un anno fa.
La corsa al tablet è solo agli inizi e sono stati fatti passi da gigante nel renderli utili e più economici. Ora la tecnologia c'è ed è meno imprudente del lancio di windows xp per tablet. Ora l'ipad ha fatto capire la sua impotenza nel mercato business e nel vero quotidiano. Ora molti credono nel mercato della semplificazione della vita.
Esiste infatti un concetto ignoto che è il prodotto giusto al momento giusto.
Un esempio é la apple che negli anni novanta uscì col newton e l'anno scorso con ipad rileva così la differenza e l'attesa per lidi ben più felici per loro e utenti. La dimostrazione che stravolere una cosa non comporta il raggiungimento dello scopo.
Un esempio sempre lampante è second life che cavalcò il trend del 3d dal 2003 al 2008 dimostrando la possibilità con una pessima piattaforma chiusa. Tanto vale dire che nello stesso periodo world of warcraft fece la stessa cosa ma sta ancora risquotendo successo con l'ultima versione.
Il prodotto giusto al momento giusto in realtà l'hanno dimostrato i discount che in un periodo di transizione e di crisi hanno dato a tutti la possibilità di far compere a cifre ridotte.
Le analisi di cultura, tecnica, società e mercato devono far compendere meglio cosa fare e se farlo subito. Importante notare il fattore rischio che rimane in guesti campi e che solo facendo bene l'analisi comporta la sua riduzione.

mercoledì 12 gennaio 2011

Buon anno!

Eccoci nell'inizio della seconda decade del nuovo millennio e del XXI secolo.
Ora la domanda non é che computer useremo ma se é sempre valido pensare a oggetti grandi e fissi per lavorare e svagarci, se é valido basarsi sulla interattività mediata da più oggetti, se siamo non ancora coscienti di essere oltre gli anni 80, se abbiamo superato l'etica contraria a internet, se dobbiamo sopportare i dinosauri al potere.
Ecco i buoni propositi dell'anno nuovo o almeno le speranze di futuro che dal CES e dal MWC ci arriveranno.
Prima di tutto oggi sappiamo che vende di più un cellulare di un netbook. Vari numeri da aziende come samsung fanno notare che il galaxys viene a essere un ottimo prodotto per andare su facebook e perfino per giocare su farmville. Prodotti come iphone stanno arrivando in campi professionali, ma soprattutto ipad che permette di fare presentazioni col proiettore. Il mondo odia il peso del computer perché ricorda il lavoro anche a casa. Inizia a nasconderlo, cambiarlo, decorarlo e perfino a non volerlo. Luoghi come il salotto hanno sancito la morte degli eeebox e alla vittoria di console e internet tv. L'esperienza cambia per essere seamless.
Quindi cosa abbiamo imparato in 10 anni?
Cose utili come grandi potenze in poco spazio, le memorie solide, i touchscreen, le batterie al litio, gli schermi oled, il cloud computing, il wifi e miniaturizzare le macchine fotografiche.
Come primo vero buono proposito é poter offrire a tutti la connettività, sia da postazioni statiche che da device tascabili. L'operazione é quasi già riuscita ma offrire device e computer sopra i 200€ non é una buona norma visto ancora il periodo di crisi che ci affligge.
Il secondo buon proposito é poter offrire un vero cloud computing a tutti. Google ci sta pensando ma il cr48 non deve rimanere un prototipo e soprattutto un netbook da 13" con l'effetto powerbook. Altra parte fondamentale é che un vero cloud deve comprendere ogni software presente dal lato client.
Altro buon proposito é la semplicità d'uso senza perdere la coscienza di quanto si ha davanti. Il perché é dato dall'effetto stupido o idiota che pervade il mondo user friendly che sta rovinando le nuove generazioni non tecnofile. Il danno é renderli meno attenti e meno capaci a risolvere i problemi minimi e non tecnici.
Alla fine non sarà un buon proposito ma credo una speranza: la crescita del solo market di app di android con applicazioni serie delle grandi aziende. Un esempio è autocad ws che attualmente è solo pc, iphone e ipad. Un altro è office che è solo sui windows phone 7 e sul web.
Come inizio aspetto e spero.

sabato 27 novembre 2010

Un viaggio da cani

Viaggiare con i propri compagni animali é al pari dei problemi senza.
Viaggiare sui treni regionali e su quelli"veloci" ha sempre difficoltà se si é più grandi della propria persona o si é accompagnati. La causa semra essere il fatto che i treni non sembrano pensati per chi effettivamente usufruisce del servizio ma di un ipotetico cadavere umano da stipare insieme al sacchetto dei reperti ritrovati insieme.
Lo studio legato al trasporto vede come priorità il confort durante la marcia ma dimentica molto spesso come ci si giunge al proprio posto e come viene inserito nel sistema del macro servizio.
Il trasporto ferroviario dovrebbe essere un servizio pubblico, o privato al più dell'assenza del pubblico, che aiuti lo spostamento sulla strada ferrata, che prevede diverse fermate in base a punti cruciali legati a nuclei cittadini, di animali, cose e persone.
Una definizione del genere attualmente in italia sembra praticata solo al 5% riflettendo sui continui disagi che non portano a una fruizione senza stress. Sono continui gli esempi sullo stato dell'arte delle aziende che sviluppano vagoni nel bel paese ma che nessuno é adoperato nello stesso o che quei pochi vengano cambiati per far spazio a sistemi aggiornati.
Per quanto riguarda i nostri compagni animali la situazione é pessima. Dati dei decreti non sempre decenti sulle responsabilità dei padroni enon nei loro confronti si creano delle legislazioni nel trasporto ferroviario al pari del razzismo durante il terzo reich. Si possono solo trasportare se si va nell'ultima carrozza, con documenti, se di taglia piccola, se dichiarato non pericoloso, pagando metà biglietto e senza il posto dove tenerlo. Oltretutto si applica solo ai cani. Come se trasportare un drago di komodo preveda un biglietto a tariffa speciale e jacuzzi.
Già non ci sono i posti per le persone sui treni e vengono fatti pagare anche quelli in piedi nei corridoi. Già non ci sono posti per le valigie grosse come furgoni da trasloco. Già non ci sono rimborsi per i disservizi e i disagi che quotidianamente il sistema crea. Ma che per non far "sedere" il cane devo pagare non ha proprio senso.
Come designer e come persona, non come persona e amministratore delegato di un disservizio che si paga oro, mi accorgo che il treno non é a forma di uomo. Un servizio più anziano del trasporto su gomma vede la sua evoluzione d'uso, ma non di sviluppo tecnico teorico, in stallo se non anche in declino. L'ergonomia sacrificata all'insegna dell'aumento dei posti, l'esperienza del viaggio legata alla sensazione del disagio e l'impraticità di poter traportare altro o altri insieme rendono un quadro chiaro sulla situazione che potrebbe essere l'analisi utile per nuovi prodotti.
Oggi ho preso il treno e continuo a guardare in che anno sono per ricordarmi che non é una deformazione dello spazio-tempp verso una dimensione dove l'utente é ignoto al progettista.

martedì 23 novembre 2010

Gli strumenti del futuro

La domanda da porsi prima di una ricerca che sviluppa tecnologia per una progettazione più automatizzata e industrializzata di edifici é da ricercare sia nell'offerta della cultura informativa attuale che nelle necessità delle aziende nel porsi in feroce competizione. Inoltre é molto interessante notare che molti progetti al giorno d'oggi hanno step obbligatori in tempistiche ridotte. Da questi spunti la ricerca aiuta a comprendere una vastità di opportunità come anche il miglior medium per giungere là dove nessuno era mai giunto nel minor tempo possibile. Pensare allo sviluppo delle grafiche prima dell'uso dei vettori o prima dell'uso del computer stesso: tempi biblici per fare molti tentativi e anche per a generazione di diversi formati di stampa. Ora anche nella progettazione, sia industriale che architettonica, molti punti che fanno perdere tempo sono quelli che in realtà nel Bim e nel Plm sono automatizzati: l'integrazione fra dati, rappresentazione e oggetti/edifici. Così viene anche da dire che é i,portante conoscere il metodo e ottenerlo riducendo la filiera di software, strumenti e hardware tra l'idea e l'oggetto. Nel campo del design, ma anche dell'architettura, lo schiavismo da strumenti chiusi e indisposti a fare il loro dovere é sempre in agguato. I risultati si vedono e si percepiscono. Bisogna anche ricordare che oltre al digitale biosgna passare dal reale e fortunatamente esistono sistemi che si integrano e possono offrire l'uscita e l'ingresso dal mondo informatico, scanner e stampanti 3d.
In conclusione oggi é necessario conoscere. Rimanere indietro é un modo per bloccare tutti rischiando di peggiorare il futuro. Spero che ci si smuova.

Il motto dell'osservatore di testi

Non é problematico leggere tra le righe ma vedere lo spazio che le rende differenti e uniche.

Revit é più apple di archicad

Nel mondo quello che si aspetta dal futuro é tanto complesso ma non tutto prevedibile.
Aspettare non porta a innovazione se si conosce il risultato.
Vedere oltre il proprio naso fa conoscere gli altri ma soprattutto ci fa confrontare con altre idee.
Una prospettiva meno grandangolare rende più oggettivo l'obiettivo e vi aiuta a comprendere le opinioni.
Nel caso del Bim in studio é stato utile studiare senza confronti archicad poiché due anni fa era il leader per la sua semplicità di uso e interfaccia. Fortunatamente il mutamento continuo, le criticità e la concorrenza fanno il loro dovere in un ambiente stantio come quello del cad architettonico. Tutti sanno come lucidare su autocad ma nessuno sa applicare teorie legate al progetto e non allo strumento.
Oggi revit ha superato la barriera della prima utenza e dei problemi tecnici.
Nonostante archicad rifletta il motto userfriendly di apple si é fossilizzato su un sistema sempre uguale a se stesso da 20 anni senza grosse novità per chi lavora come utente e operatore.
Uscire dal bozzolo e pensare in maniera più parametrica e meno programmatizzato é un pensiero che si vede in revit dove gli oggetti non passano mai da un'interfaccia tipo visual studio ma attraverso un sistema di disegno.