Viaggiare con i propri compagni animali é al pari dei problemi senza.
Viaggiare sui treni regionali e su quelli"veloci" ha sempre difficoltà se si é più grandi della propria persona o si é accompagnati. La causa semra essere il fatto che i treni non sembrano pensati per chi effettivamente usufruisce del servizio ma di un ipotetico cadavere umano da stipare insieme al sacchetto dei reperti ritrovati insieme.
Lo studio legato al trasporto vede come priorità il confort durante la marcia ma dimentica molto spesso come ci si giunge al proprio posto e come viene inserito nel sistema del macro servizio.
Il trasporto ferroviario dovrebbe essere un servizio pubblico, o privato al più dell'assenza del pubblico, che aiuti lo spostamento sulla strada ferrata, che prevede diverse fermate in base a punti cruciali legati a nuclei cittadini, di animali, cose e persone.
Una definizione del genere attualmente in italia sembra praticata solo al 5% riflettendo sui continui disagi che non portano a una fruizione senza stress. Sono continui gli esempi sullo stato dell'arte delle aziende che sviluppano vagoni nel bel paese ma che nessuno é adoperato nello stesso o che quei pochi vengano cambiati per far spazio a sistemi aggiornati.
Per quanto riguarda i nostri compagni animali la situazione é pessima. Dati dei decreti non sempre decenti sulle responsabilità dei padroni enon nei loro confronti si creano delle legislazioni nel trasporto ferroviario al pari del razzismo durante il terzo reich. Si possono solo trasportare se si va nell'ultima carrozza, con documenti, se di taglia piccola, se dichiarato non pericoloso, pagando metà biglietto e senza il posto dove tenerlo. Oltretutto si applica solo ai cani. Come se trasportare un drago di komodo preveda un biglietto a tariffa speciale e jacuzzi.
Già non ci sono i posti per le persone sui treni e vengono fatti pagare anche quelli in piedi nei corridoi. Già non ci sono posti per le valigie grosse come furgoni da trasloco. Già non ci sono rimborsi per i disservizi e i disagi che quotidianamente il sistema crea. Ma che per non far "sedere" il cane devo pagare non ha proprio senso.
Come designer e come persona, non come persona e amministratore delegato di un disservizio che si paga oro, mi accorgo che il treno non é a forma di uomo. Un servizio più anziano del trasporto su gomma vede la sua evoluzione d'uso, ma non di sviluppo tecnico teorico, in stallo se non anche in declino. L'ergonomia sacrificata all'insegna dell'aumento dei posti, l'esperienza del viaggio legata alla sensazione del disagio e l'impraticità di poter traportare altro o altri insieme rendono un quadro chiaro sulla situazione che potrebbe essere l'analisi utile per nuovi prodotti.
Oggi ho preso il treno e continuo a guardare in che anno sono per ricordarmi che non é una deformazione dello spazio-tempp verso una dimensione dove l'utente é ignoto al progettista.
from hell doom will come - designing nonesense for everyday living blog about a doomed designer
sabato 27 novembre 2010
martedì 23 novembre 2010
Gli strumenti del futuro
La domanda da porsi prima di una ricerca che sviluppa tecnologia per una progettazione più automatizzata e industrializzata di edifici é da ricercare sia nell'offerta della cultura informativa attuale che nelle necessità delle aziende nel porsi in feroce competizione. Inoltre é molto interessante notare che molti progetti al giorno d'oggi hanno step obbligatori in tempistiche ridotte. Da questi spunti la ricerca aiuta a comprendere una vastità di opportunità come anche il miglior medium per giungere là dove nessuno era mai giunto nel minor tempo possibile. Pensare allo sviluppo delle grafiche prima dell'uso dei vettori o prima dell'uso del computer stesso: tempi biblici per fare molti tentativi e anche per a generazione di diversi formati di stampa. Ora anche nella progettazione, sia industriale che architettonica, molti punti che fanno perdere tempo sono quelli che in realtà nel Bim e nel Plm sono automatizzati: l'integrazione fra dati, rappresentazione e oggetti/edifici. Così viene anche da dire che é i,portante conoscere il metodo e ottenerlo riducendo la filiera di software, strumenti e hardware tra l'idea e l'oggetto. Nel campo del design, ma anche dell'architettura, lo schiavismo da strumenti chiusi e indisposti a fare il loro dovere é sempre in agguato. I risultati si vedono e si percepiscono. Bisogna anche ricordare che oltre al digitale biosgna passare dal reale e fortunatamente esistono sistemi che si integrano e possono offrire l'uscita e l'ingresso dal mondo informatico, scanner e stampanti 3d.
In conclusione oggi é necessario conoscere. Rimanere indietro é un modo per bloccare tutti rischiando di peggiorare il futuro. Spero che ci si smuova.
In conclusione oggi é necessario conoscere. Rimanere indietro é un modo per bloccare tutti rischiando di peggiorare il futuro. Spero che ci si smuova.
Il motto dell'osservatore di testi
Non é problematico leggere tra le righe ma vedere lo spazio che le rende differenti e uniche.
Revit é più apple di archicad
Nel mondo quello che si aspetta dal futuro é tanto complesso ma non tutto prevedibile.
Aspettare non porta a innovazione se si conosce il risultato.
Vedere oltre il proprio naso fa conoscere gli altri ma soprattutto ci fa confrontare con altre idee.
Una prospettiva meno grandangolare rende più oggettivo l'obiettivo e vi aiuta a comprendere le opinioni.
Nel caso del Bim in studio é stato utile studiare senza confronti archicad poiché due anni fa era il leader per la sua semplicità di uso e interfaccia. Fortunatamente il mutamento continuo, le criticità e la concorrenza fanno il loro dovere in un ambiente stantio come quello del cad architettonico. Tutti sanno come lucidare su autocad ma nessuno sa applicare teorie legate al progetto e non allo strumento.
Oggi revit ha superato la barriera della prima utenza e dei problemi tecnici.
Nonostante archicad rifletta il motto userfriendly di apple si é fossilizzato su un sistema sempre uguale a se stesso da 20 anni senza grosse novità per chi lavora come utente e operatore.
Uscire dal bozzolo e pensare in maniera più parametrica e meno programmatizzato é un pensiero che si vede in revit dove gli oggetti non passano mai da un'interfaccia tipo visual studio ma attraverso un sistema di disegno.
Aspettare non porta a innovazione se si conosce il risultato.
Vedere oltre il proprio naso fa conoscere gli altri ma soprattutto ci fa confrontare con altre idee.
Una prospettiva meno grandangolare rende più oggettivo l'obiettivo e vi aiuta a comprendere le opinioni.
Nel caso del Bim in studio é stato utile studiare senza confronti archicad poiché due anni fa era il leader per la sua semplicità di uso e interfaccia. Fortunatamente il mutamento continuo, le criticità e la concorrenza fanno il loro dovere in un ambiente stantio come quello del cad architettonico. Tutti sanno come lucidare su autocad ma nessuno sa applicare teorie legate al progetto e non allo strumento.
Oggi revit ha superato la barriera della prima utenza e dei problemi tecnici.
Nonostante archicad rifletta il motto userfriendly di apple si é fossilizzato su un sistema sempre uguale a se stesso da 20 anni senza grosse novità per chi lavora come utente e operatore.
Uscire dal bozzolo e pensare in maniera più parametrica e meno programmatizzato é un pensiero che si vede in revit dove gli oggetti non passano mai da un'interfaccia tipo visual studio ma attraverso un sistema di disegno.
domenica 14 novembre 2010
lunedì 20 settembre 2010
sabato 18 settembre 2010
ecco come va il kindle e come si può andare avanti a leggere meglio
neanche un giorno d'uso ma l'ho usato in tutte le sue sezioni, confrontando quelle che sono le caratteristiche che compaiono su amazon.
prima di tutto leggere è davvero un piacere. come un libro e senza riflessi ambigui!
alcuni dei libri che avevo sul mio Kindle per PC sono comparsi automaticamente appena finita la registrazione e erano alla stessa pagina che avevo lasciato aperto e con tanto di segnalibri.meglio di quello che ci si aspetta è comodo da portare in bus e da tenere con una mano sola, sempre sullo stesso bus.
parlando d'altro ci sono opzioni interessanti presenti che pochi hanno presente.

la prima è l'uso del kindle come memoria di massa, equivalente a un pendrive da 4 gb. nel mentre che è collegato al pc è possibile caricare i file che non si acquistano da amazon, anche se ci sono quelli a $ 0.00 di prezzo(i classici ma in lingua inglese e qualche ricerca). il fatto permette anche il caricamento di file differenti da quelli per kindle come per esempio pdf, doc, docx, epub e txt.
i pdf risultano piacevoli ma il consiglio è prima di salvarli o di aggiustarli con acrobat pro in modo tale che diventino più leggeri visto che hanno molte immagini.
il test a riguardo è stato un pdf puro di immagini contro uno generato da illustrator. il secondo è stato disastroso portando al reset del kindle stesso onde evitare impallamenti oltre i 5 minuti che mi sono passati davanti.
altra chicca presente è la possibilità di leggere riviste e quotidiani. amazon divide fortunatamente la scelta in nazioni e lingue per cui è presente l'italia ma solo con La Stampa.
l'esperienza di leggere un giornale in dimensioni contenute è estremamente godibile, evitando intralci nella lettura con formati scomodi e foto esagerate. gli articoli sono gli stessi ma non ci sono le pubblicità, la guida tv, l'oroscopo e altre segate varie che non rendono il giornale una fonte di notizie.
molto utile la possibilità di salvare gli articoli (clippandoli) che vengono poi raccolti nell'apposita sezione nella home del kindle.
ultima ma non ultima la possiblità di andare su internet e ascoltare gli mp3. la seconda non è utilissima vista la poca memoria a differenza del PMP, personal media player, presenti sul mercato ma la prima fa gola.
già leggere i giornali, le riviste, i libri, i pdf e gli altri formati sembra già fantascienza con la qualità e la chiarezza di questo dispositivo ma andare su internet è ancora più emozionante.
per esempio basti pensare a siti di notizie e leggerli come i giornali!
un confronto di una pagina del CittàdellaSpezia.it tra un monitor led fullhd da 16,4" e il kindle. risultato? posso essere sul divano senza i quasi 2,8 kg di pc e calore che sviluppa! oppure sul terrazzo o al bar o in biblioteca!
l'ultima caratteristica impossibile da far vedere con foto è il Text-to-Speech.
in altre parole i libri, ovviamente non quelli in pdf, sono principalmente testi e ,se in inglese e ben tabulati, vengono letti da una voce sintetica. l'effetto è quello di avere la voce dei documentari del national geographic nel palmo della mano. la voce può essere maschile o femminile e può andare più o meno veloce nella lettura. l'effetto che ne esce è la pagina che si sfoglia da sola o il kindle in tasca e le cuffie.
da questo acquisto ne esco soddisfatto anche perchè l'ipad è bello ma enorme e poi leggere gli ebook sul cellulare ammazza la vista e la batteria.
da designer e specialmente designer di user experience penso che ci sia modo e modo di leggere e questo non ammazzerà di certo le librerie e i libri fisicamente. infatti anche se li ho in digitale ho anche di alcuni la copia fisica (come gli Ulisse di Joyce che uno è comodo per casa, quello fisico, e l'altro per strada, quello su kindle).
spero solo che in molti prendano questo device invece di quelli venduti nei negozi in italia!
alcuni dei libri che avevo sul mio Kindle per PC sono comparsi automaticamente appena finita la registrazione e erano alla stessa pagina che avevo lasciato aperto e con tanto di segnalibri.meglio di quello che ci si aspetta è comodo da portare in bus e da tenere con una mano sola, sempre sullo stesso bus.
parlando d'altro ci sono opzioni interessanti presenti che pochi hanno presente.
i pdf risultano piacevoli ma il consiglio è prima di salvarli o di aggiustarli con acrobat pro in modo tale che diventino più leggeri visto che hanno molte immagini.
il test a riguardo è stato un pdf puro di immagini contro uno generato da illustrator. il secondo è stato disastroso portando al reset del kindle stesso onde evitare impallamenti oltre i 5 minuti che mi sono passati davanti.
l'esperienza di leggere un giornale in dimensioni contenute è estremamente godibile, evitando intralci nella lettura con formati scomodi e foto esagerate. gli articoli sono gli stessi ma non ci sono le pubblicità, la guida tv, l'oroscopo e altre segate varie che non rendono il giornale una fonte di notizie.
ultima ma non ultima la possiblità di andare su internet e ascoltare gli mp3. la seconda non è utilissima vista la poca memoria a differenza del PMP, personal media player, presenti sul mercato ma la prima fa gola.
già leggere i giornali, le riviste, i libri, i pdf e gli altri formati sembra già fantascienza con la qualità e la chiarezza di questo dispositivo ma andare su internet è ancora più emozionante.
per esempio basti pensare a siti di notizie e leggerli come i giornali!
un confronto di una pagina del CittàdellaSpezia.it tra un monitor led fullhd da 16,4" e il kindle. risultato? posso essere sul divano senza i quasi 2,8 kg di pc e calore che sviluppa! oppure sul terrazzo o al bar o in biblioteca!
l'ultima caratteristica impossibile da far vedere con foto è il Text-to-Speech.
in altre parole i libri, ovviamente non quelli in pdf, sono principalmente testi e ,se in inglese e ben tabulati, vengono letti da una voce sintetica. l'effetto è quello di avere la voce dei documentari del national geographic nel palmo della mano. la voce può essere maschile o femminile e può andare più o meno veloce nella lettura. l'effetto che ne esce è la pagina che si sfoglia da sola o il kindle in tasca e le cuffie.
da questo acquisto ne esco soddisfatto anche perchè l'ipad è bello ma enorme e poi leggere gli ebook sul cellulare ammazza la vista e la batteria.
da designer e specialmente designer di user experience penso che ci sia modo e modo di leggere e questo non ammazzerà di certo le librerie e i libri fisicamente. infatti anche se li ho in digitale ho anche di alcuni la copia fisica (come gli Ulisse di Joyce che uno è comodo per casa, quello fisico, e l'altro per strada, quello su kindle).
spero solo che in molti prendano questo device invece di quelli venduti nei negozi in italia!
venerdì 17 settembre 2010
ecco in mani italiane il Kindle 3 di amazon!
e così alla fine è arrivato. la mail di amazon non sbaglia mai! delivery date 17/09 ( 5 giorni tra ordine e invio) e col cavolo che la sbagliano!
primo round con il kindle è arrivato finalmente per la mia pacchia da dottorando assetato di libri per la tesi ma anche per alcuni testi per android e per D&D.
il risultato è una scatolina al modico prezzo euroconvertito di 100 rispetto alla clamorosa cifra di un iriver da 399.
ci mettiamo la spesa? 161 dogana inclusa!
a parte la sezione veniale veniamo al pacco!
direi che è più leggero del recente acquisto della polaroid pogo, che consiglio caldamente ma è più voluminoso.
intorno alla confezione compare un logo molto interessante per tutti gli studiosi di packaging.
quello che ha scritto sopra è legge!
FRUSTRATION FREE PACKAGING
e questo sembra garantire molto di più rispetto a un ipod che lascia con la bocca aperta che chiede poi da che parte cominciare.
quindi apertura a strappo come se fosse un pacco di merendine e siamo pronti per partire all'esplorazione di un contenuto pari alla media dei dispositivi ad alto contenuto di tecnologia per il personal media.

personalmente ormai a furia di vedere unboxing vari non mi stupisce, l'avevo visto e quindi subito il dispositivo, incelofanato ma non in modo esagerato che ha subito delle istruzioni che a prima vista sembrano su una pellicola protettiva ma in realtà è una immagine dello schermo(e-ink).
tolto pellicole e dispositivo compare la guida rapida, che serve giusto per fugare i dubbi da principianti del device che in realtà è alla terza generazione!
la guida non è più di una decina di pagine piegate a fisarmonica. ciò non deve allarmare! la vera guida è dentro il kindle!
infatti dentro ci troveremo il minimo sindacale per il primo tour per intendere come funziona.
e alla fine della confezione il cavo mini USB e l'adattatore per la presa elettrica che a furor di popolo dirò che nonostante l'ordine specifico per l'italia è: AMERICANA! che pacco! però non ci si deve allarmare! ormai siamo sommersi da questi in versione europea-italiana. quindi basta la prima che passa il convento e via che si parte!
concludo il primo tour con il confronto con altri oggetti più comuni per capire la dimensione.
primo round con il kindle è arrivato finalmente per la mia pacchia da dottorando assetato di libri per la tesi ma anche per alcuni testi per android e per D&D.
il risultato è una scatolina al modico prezzo euroconvertito di 100 rispetto alla clamorosa cifra di un iriver da 399.
ci mettiamo la spesa? 161 dogana inclusa!
a parte la sezione veniale veniamo al pacco!
intorno alla confezione compare un logo molto interessante per tutti gli studiosi di packaging.
quello che ha scritto sopra è legge!
FRUSTRATION FREE PACKAGING
e questo sembra garantire molto di più rispetto a un ipod che lascia con la bocca aperta che chiede poi da che parte cominciare.
quindi apertura a strappo come se fosse un pacco di merendine e siamo pronti per partire all'esplorazione di un contenuto pari alla media dei dispositivi ad alto contenuto di tecnologia per il personal media.
infatti dentro ci troveremo il minimo sindacale per il primo tour per intendere come funziona.
e alla fine della confezione il cavo mini USB e l'adattatore per la presa elettrica che a furor di popolo dirò che nonostante l'ordine specifico per l'italia è: AMERICANA! che pacco! però non ci si deve allarmare! ormai siamo sommersi da questi in versione europea-italiana. quindi basta la prima che passa il convento e via che si parte!
concludo il primo tour con il confronto con altri oggetti più comuni per capire la dimensione.
alla prossima!
Iscriviti a:
Post (Atom)

