venerdì 27 agosto 2010

Complessità e tecnologia

Molto spesso viene a essere interessante cosa sia al giorno d'oggi la possibilità di fare qualcosa. Il qualcosa che prima si faceva a mano e oggi qualcosa lo fa per noi. Semplificazione di operazioni complesse messe in atto da un comando semplice che mette in moto qualcosa di altrettanto complesso, se non anche di più.
La funzione che si chiede ogni giorno ai nuovi prodotti è saper fare. Il fare che ci rendeva uomini ora è legato a quello per creare questi nuovi strumenti di intermediazione tra il nostro io e il mondo.
L'uomo diventa cervello collegato a leve e pulsanti del fare.
La tecnologia diventa il mezzo tra il pulsante e il mondo.
La complessità rimane tra l'idea del fare descritto dall'uomo e la funzione del fare descritta nella tecnologia usata.

martedì 6 luglio 2010

Paternità

L'elevazione da disegnatore a progettista si ha con la consapevolezza del progetto e delle sue implicazioni. Progettare implica usare strumenti di progettazione e non di disegno.
Usare un blocco di creta per estrarne una forma é tipicamente un pensiero romantico del progetto ma ha valenze di coscienza nella sua tridimensionalità e dei rapporti con la realtà. Usare sculture di polistirolo su modelli di cartone dei meccanismi interni é portare quel concetto dal suo idealismo a una realtà industriale e funzionale.
Bisogna quindi ricordare che ogni medium é valido per ottenere il risultato industriale. L'importante é dominare quel mezzo per non causare difetto fra idea e oggetto.
Poi come ogni designer il progetto sembra sempre un figlio monco ma con tanto affetto.

lunedì 5 luglio 2010

Medium

Da ogni strumento si impara a conoscerne i limiti per tirare fuori quello che vogliamo esprimere.
Fuori da ogni dubbio risalta la distanza che pone lo strumento rispetto l'idea e la realtà. Più lo strumento non deprime durante l'uso il proprio utente più questo troverà facile tirare fuori la creazione.
Più uno strumento é medium e allo stesso tempo coscienza del mestiere e più ci sarà una espressione corretta di quanto si vuol fare.
Mettiamo una matita contro un tecnigrafo.
Il lapis permette ogni sorta di rappresentazione ma solo col tecnigrafo si arriva a una vera precisione.
Nel mondo digitale un blocco note contro indesign o un editor di html é come dire che se sai tutto puoi scriverlo come codice di sana pianta; ma se lo strumento é per la carta ci sono programmi come indesign che ci aiutano in ogni scelta e allo stesso modo sappiamo che se deve essere per il web non dovrei usare quello per la carta.
Il tutto gira intorno a quello che é una vasta scelta che ci avvicina al mestiere e non ci rovina.

martedì 18 maggio 2010

Prospettive da creativity day – giorno primo


Ecco il primo giro di boa della due giorni più intensa di corsi specialistici offerti negli ultimi mesi in italia.

Dovendo scegliere ho trascorso il tempo nei seminari che trattavano o di programmazione per web o per device di nuova generazione. Il tutto condito dalla rapida incursione nel contest delle magliette.

Da quello che è sembrato è che molti hanno rinunciato a esserci in questo primo giorno e quindi le sale non pullulavano alla stregua della premiere italiana di adobe che si è tenuta a inizio mese, con risultato di sale mezze piene e molti posti da poter scegliere.

Dalla parte quindi di questa scelta della programmazione invece della parte creativa ha fruttato un po' di opinioni sui prossimi mesi.

La prima sessione riguardava le prospettive offerte da microsoft in alternativa all'uso di flash come supporto di contenuti digitali per intrattenimento e affini sia per web che per smartphone che per xbox. Questa prospettiva quasi rosea la metterei in nero perchè di telefoni con il tanto atteso sistema zuniano di redmond non c'è neanche l'ombra, alla faccia degli sviluppi degli android a discapito di iphone e rim.

La parte rosea rimasta di questa tecnologia è un accorgimento per la maggiore pulizia rispetto alle prime versioni, ricordando che ora siamo alla release 4 in meno di 3 anni. Da una parte si è complicato nello sviluppo del sistema che offre ma si è migliorato per i supporti che offre per lo sviluppo.

In questo momento ci si trova come per adobe con due tools: uno per designer e uno per developer.

Piano piano ha finalmente preso piede l'expression studio, cosa che doveva far morire publisher e invece si è cercato una sua nicchia molto folta. Risultato è un piccolo visualstudio per neofiti o per pigri, come flash catalyst è per flash professional e flex. Ne risulta un programma più intuitivo con tools come l'ambiente di sketching, simile al pensiero di fireworks per dreamweaver, con l'aggiunta della possibilità di interagire con una prima mole di dati.

Tutto questo spalmato su due sessioni.

Al pomeriggio ci sarebbero dovute essere due sessioni riguardanti il marketing ma a causa di problemi tecnici, soventi per acrobat connect, una è saltata.

L'ultima sessione rimasta di marketing ha svelato un po' di pensiero laterale a riguardo del comportamento da avere nello sviluppo del progetto di marketing virale e di come certe operazioni non riescano del tutto a salvare la faccia. Molto interessante è stato l'apostrofo sull'uso dei media in italia a differenza degli usa e sui risultati negli acquisti.

Il risultato poi del contest è stato a favore, a cui sono molto d'accordo, di una maglietta che accusava il poco temo che ci era stato dato (15 minuti) per la produzione dell'illustrazione. La scritta intorno a una clessidra recitava “designer needs time”.

A conclusione della giornata una sessione di tips and tricks della nuova cs5 per indesign e flash catalyst alla faccia dei programmatori che si sbattono per risultati sbalorditivi.

Poi guardiamo domani come un as3 va in 3d in 6 ore di corso full immersion.